Il like button è morto (lo dice Facebook)

Durante il  keynote della conferenza F8 di ieri Mark Zuckerberg ha presentato grandi novità: Timeline e Nuove Social Apps. A parte il redesign dei profili (Timeline), la novità che considero più rilevante è l'arrivo di nuove classi di Social Apps

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Zuck ha presentato le novità della piattaforma Open Graph per le app che rientrano nell'ambito Media (musica, libri, film, news etc.) e Lifestyle (sport, cooking etc.). In pratica non è più l'utente che manifesta il proprio engagement ma è l'applicazione stessa che in automatico pubblica aggiornamenti sulla timeline dell'utente. Il like button non è morto ma perde molta delle centralità che aveva assunto nelle attività social delle persone.

Like

 

L'assunto di base è che alcune azioni sono intrinsecamente social (leggere un libro, cucinare, ascoltare musica) e non è quindi necessaria l'interazione dell'utente su un social network. Leggere un libro è un'attività social di per sé che ora troverà posto nel nuovo Facebook. All'utente resterà la possibilità di aggiungere il 'Mi Piace', ma non sarà più assolutamente necessario perché l'informazione 'libro' arrivi agli amici. Anche concettualmente il passo è rilevante: il nuovo open graph offre alle apps la possibilità di personalizzare il verbo della tipica frase Facebook:

Pasquale likes something

diventerà

Pasquale (verb) something

È il semantic web. Le app creano le frasi del social network e creano nuovi significati per gli utenti. Sarà quindi possibile leggere

Pasquale sta guardando Il cigno nero.

invece di

A Pasquale piace Il cigno nero.

Quello che Mark sta dicendo ai marketer è che Facebook riesce ad intercettare un livello di engagement più sottile, ovvero le azioni delle persone. Facebook non sarà soltanto in grado di dirci cosa piace alle persone ma cosa fanno le persone. La rivoluzione mi sembra notevole. E Google+ che fine farà?

Google fa pubblicità a Google+ in homepage

Per la prima volta l'homepage di Google ospita una pubblicità. Si tratta di una freccia azzurra in alto a sinistra che segnala agli utenti la presenza di Google+ (chi è già iscritto vedrà il proprio nome con un +). Tra l'altro proprio da oggi Google+ accetta l'iscrizione libera, non è più necessario essere invitati da qualcuno che è già iscritto.

Con questa mossa Google riuscirà finalmente a far decollare il suo Social Network anti-Facebook? 

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ps: se siete già su Google+ potete aggiungermi ai vostri circles da questo link.

Twitter: ecco com'era 5 anni fa

L'homepage di Twitter - anzi Twttr - di 5 anni fa ci porta indietro nella preistoria del microblogging.

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Con la versione attuale (qui sotto), Twitter ha subito una razionalizzazione e semplificazione notevole. Credo sia un caso piuttosto unico tra le web-startup: Twitter ha costruito il suo successo su una semplificazione della UI e una razionalizzazione delle funzionalità (il txtng via cellulare non è più cosí centrale, il device è in secondo piano etc.). Bravi!

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Semplicità nella User Experience (UX)

Recentemente ho riflettutto sul concetto di semplicità nella user experience (UX). In generale: dai computer ai cartelli stradali, dai telefoni alle automobili.

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Di recente ne ha parlato il CEO di Twitter Dick Costolo, sostenendo come in Twitter siano continuamente alla ricerca di funzioni da eliminare ('edit out' le parole esatte) per semplificare la user experience. È un cavallo di battaglia di Steve Jobs – che è famoso per eliminare le feature dei prodotti Apple in fase di progettazione.

Nel marketing e nella comunicazione la semplicità è ovviamente fondamentale per far arrivare ai potenziali clienti il messaggio dell'azienda. Una comunicazione troppo complessa non è una buona comunicazione. Le aziende che riescono a 'permettersi' messaggi chiari fanno una buona comunicazione e di solito hanno successo. Anche in questo caso è bene quindi mantenere il più semplice possibile la 'user experience'.

Ma ho la sensazione che la piacevolezza di una User Experience fluida si possa applicare a tutti i campi della vita umana: all'apertura dei barattoli di latta (ma perchè nelle linguette non c'è spazio per le dita?) alle portiere delle auto (perché l'Alfa 147 ha la maniglia verticale?). Il buon design semplifica la vita, sempre. In molti casi fa anche risparmiare denaro, o tempo. Nei cartelli stradali per esempio ('tutte le direzioni' è il mio preferito).

La mia riflessione non è andata ancora molto avanti, ma mi sto convincendo di due cose:
(1) la User Experience è ovunque, fa parte della vita umana, non si limita ai prodotti di tecnologia;
(2) la Semplicità è il valore più importante della User Experience

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Una curiosità: per anni ho tentato di utilizzare con scarso successo programmi di budgeting personale. Finalmente ho trovato quello di cui avevo bisogno: un counter per iPhone con cui posso tenere traccia delle spese mensili con un semplice numero. E per controllare non c'è nemmeno bisogno di aprire l'applicazione: è sufficiente dare un'occhiata all'icona. Per tutto il resto bastano e avanzano tutti gli estratti conti delle carte di credito e del conto corrente...

L'era mobile post-PC è ORA: ecco 3 prove.

Siamo entrati nell'era mobile: ecco 3 prove dalle news degli ultimi giorni.

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(1) L'ex-CEO di Yahoo! Carol Bartz ha annunciato ai dipendenti il suo licenziamento con un'email inviata dal suo iPad.
(2) Twitter ha annunciato che la maggior parte dei suoi utenti è mobile, il 55%.
(3) Le connessioni mobili entro fine anno saranno 6 miliardi in tutto il mondo. In Europa il tasso di penetrazione è oltre il 130% della popolazione.

La 68esima Mostra del Cinema di Venezia vista dall'iPhone

La fotografa Barbara Zanon realizza un foto-racconto della Mostra del Cinema di Venezia.

La particolarità? Sia per gli scatti che per l'editing è stato utilizzato un iPhone 4. Sembrano quasi foto fatte su Instagram da un utente qualsiasi, ma il fatto che fotografi professionisti abbiano ceduto definitivamente alle tentazioni dell'iPhone è un fatto interessante di per sé.

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Credits: BarbaraZanon.com