Facebook è il mercato delle persone?

Navigando sul mio profilo Facebook pubblico ho notato un curioso box di 'raccomandazioni' di persone. Avete presente il 'Potrebbe interessarti anche...' di Amazon? Lo stesso ma per gli amici.

Ecco il box di Facebook sul mio profilo, visibile a persone non loggate sul sito.

Recommendation_facebook

Ed ecco il box di Amazon, relativo alla pagina prodotto iPad 2.

Recommendation_amazon

Il parallelo è da brividi, una specie di mercato delle persone. Le pagine profilo Facebook sono le pagine prodotto del mercato delle persone. Non è una raccomandazione di 'amici di amici' ma soltanto una raccomandazione fatta in base al nome. Non so, forse è utile, ma la prima cosa che mi è venuto in mente è stata la funzionalità di Amazon.

Il like button è morto (lo dice Facebook)

Durante il  keynote della conferenza F8 di ieri Mark Zuckerberg ha presentato grandi novità: Timeline e Nuove Social Apps. A parte il redesign dei profili (Timeline), la novità che considero più rilevante è l'arrivo di nuove classi di Social Apps

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Zuck ha presentato le novità della piattaforma Open Graph per le app che rientrano nell'ambito Media (musica, libri, film, news etc.) e Lifestyle (sport, cooking etc.). In pratica non è più l'utente che manifesta il proprio engagement ma è l'applicazione stessa che in automatico pubblica aggiornamenti sulla timeline dell'utente. Il like button non è morto ma perde molta delle centralità che aveva assunto nelle attività social delle persone.

Like

 

L'assunto di base è che alcune azioni sono intrinsecamente social (leggere un libro, cucinare, ascoltare musica) e non è quindi necessaria l'interazione dell'utente su un social network. Leggere un libro è un'attività social di per sé che ora troverà posto nel nuovo Facebook. All'utente resterà la possibilità di aggiungere il 'Mi Piace', ma non sarà più assolutamente necessario perché l'informazione 'libro' arrivi agli amici. Anche concettualmente il passo è rilevante: il nuovo open graph offre alle apps la possibilità di personalizzare il verbo della tipica frase Facebook:

Pasquale likes something

diventerà

Pasquale (verb) something

È il semantic web. Le app creano le frasi del social network e creano nuovi significati per gli utenti. Sarà quindi possibile leggere

Pasquale sta guardando Il cigno nero.

invece di

A Pasquale piace Il cigno nero.

Quello che Mark sta dicendo ai marketer è che Facebook riesce ad intercettare un livello di engagement più sottile, ovvero le azioni delle persone. Facebook non sarà soltanto in grado di dirci cosa piace alle persone ma cosa fanno le persone. La rivoluzione mi sembra notevole. E Google+ che fine farà?

La macchina della propaganda politica su Social Media

Le istituzioni Italiane faticano a capire l'influenza di Facebook e Twitter (a breve anche Google+) sull'opinione pubblica. Ed infatti sono totalmente impreparate ad un fenomeno come quello di Spider Truman (la pagina sui Segreti della casta di Montecitorio) che in 2 giorni ha già superato 200.000 fan su Facebook. Oltre oceano sembrerebbero più aggiornati anche su questo, tanto che il Pentagono ha lanciato una nuova agenzia dal nome emblematico: Social Media in Strategic Communication (SMISC).

Innegabilmente l'importanza dei Social Media in ambito politico è già enorme – come ad esempio il ruolo informativo dei social media alle ultime elezioni referendarie – e crescerà nei prossimi anni. Tra i media più utilizzati, Facebook e Twitter (oltre 20 milioni di utenti in Italia, in totale) sono ancora piuttosto fuori controllo e liberi da ingerenze politiche. Forse è un bene che le istituzioni in Italia non se ne siano ancora accorte?

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Facebook e Twitter sono diventati mainstream media (come Neri Marcorè)

Nell'ultima pubblicità TV della TIM con Neri Marcorè (che impersona Leonardo da Vinci) compaiono i loghi Twitter e Facebook – insieme a quello Youtube. Non solo le pagine Twitter e Facebook fanno ormai parte integrante del media mix di TIM, ma addirittura vengono 'promosse' attraverso la TV. 

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Se addirittura il gestore telefonico più istituzionale (e antiquato) del nostro paese arriva a sdoganarli sul media più popolare (la TV) significa proprio che i due social network più noti al mondo sono diventati mainstream. Finalmente.

Apple, Facebook e Google fanno le regole del Digital Domain

Un bell'articolo di AdAge.com cerca di sostanziare l'idea che Apple+Facebook+Google siano i regolatori de facto del Digital Domain. A mio avviso non ci sono molti dubbi. Che si tratti di search, social network o mobile (apps), ognuno dei 3 colossi può decidere quale contenuto arriva agli utenti (e se arriva o meno). Almeno alla stragrande maggioranza degli utenti. Qui sono in ballo numeri enormi: 160 milioni di account iTunes, 500 milioni di iscritti a Facebook e quasi 100 milioni di utenti unici al giorno di Google.

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È ovvio che Apple+Facebook+Google possano decidere cosa arriva ai 'propri' utenti – sono compagnie private. Ma il problema è di scala. Sono in gioco le regole che influenzano l'ambiente digitale di milioni di persone e 3 sole compagnie private possono cambiarle in ogni momento – ad esempio sono stati cambiati da un giorno all'altro l'algoritmo di Google e le policy Facebook (ri-scritte ma senza includere opt-out sui Facebook Ads). È giusto così?

Facepad: finalmente Facebook sull'iPad

Dal sito insidefacebook.com apprendo che non arriverà presto un'applicazione Facebook ufficiale per iPad (parole di Bret Taylor, CTO di Facebook). Siamo condannati ad usare Facebook su Safari? Non proprio, perché ho scoperto da qualche giorno Facepad, un'applicazione per usare Facebook con un interfaccia simile a quella dell'app Twitter. Tab, browser integrato e notifiche push. Peccato solo per i banner, ma non sono troppo fastidiosi (mi chiedo se qualcuno ci clicca davvero...).

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Mi sembra una bella iniziativa, nell'era dell'App Economy se lo spazio ufficiale viene lasciato libero, c'è sempre qualcuno pronto a proporre la propria soluzione alle esigenze degli utenti. Magari in modo gratuito. Facepad ne è l'esempio perfetto: un'applicazione davvero notevole (gratuita e c'è anche una versione a pagamento), provatela!