Oprah rivoluziona la Social TV in USA. E in Italia?

Oprah Winfrey è una dei personaggi televisivi più famosi negli USA ed è attivissima sui Social Media, soprattutto Twitter, con un profilo che si dice gestisca personalmente. Il suo ultimo show è un esempio perfetto di Social TV.

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Oprah's Lifeclass, questo il nome dello show, s'integra in real-time con Skype e le principali piattaforme social: commenti e scambio in diretta con il pubblico via Twitter, visione dedicata dello show su Facebook con un App attraverso la quale ricevere contenuti esclusivi (dietro le quinte di quello che accade durante gli Spot) e perfino Instagram. Secondo Mashable questo show di Opra è quello che sfrutta al meglio la Social TV tra tutti gli show USA. E proprio l'interazione con il pubblico social in tempo reale è la vera Social TV: contribuisce a costruire lo show e non serve soltanto ad amplificarne il reach.

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E intanto, in Italia? Si sta muovendo bene lo show 'Gli Sgommati' su SKY, analizzato molto bene in questo post: hashtag ufficiale, contenuti esclusivi per i likers su Facebook e cartello a fine puntata con tutti i contatti Social. Insomma, ancora poco real-time ma moltissima buona volontà.

 

Ma Oprah è ancora lontana.

 

L'Italia scopre Twitter

Bello l'articolo di Riccardo Luna su Repubblica di oggi: presenta al grande pubblico Twitter.

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Un articolo ben scritto e gradevole sia per chi non sa nulla del Social Network n.2 al mondo per popolarità (a parte i cloni cinesi di Facebook), sia per chi come me lo usa tutti i giorni da 4 anni (o più). Ho scoperto per esempio che gli utenti Twitter in Italia sono 2,4 milioni, niente male.

Bravo Riccardo! Fammelo dire: lasciare Wired ti ha fatto bene.

Il like button è morto (lo dice Facebook)

Durante il  keynote della conferenza F8 di ieri Mark Zuckerberg ha presentato grandi novità: Timeline e Nuove Social Apps. A parte il redesign dei profili (Timeline), la novità che considero più rilevante è l'arrivo di nuove classi di Social Apps

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Zuck ha presentato le novità della piattaforma Open Graph per le app che rientrano nell'ambito Media (musica, libri, film, news etc.) e Lifestyle (sport, cooking etc.). In pratica non è più l'utente che manifesta il proprio engagement ma è l'applicazione stessa che in automatico pubblica aggiornamenti sulla timeline dell'utente. Il like button non è morto ma perde molta delle centralità che aveva assunto nelle attività social delle persone.

Like

 

L'assunto di base è che alcune azioni sono intrinsecamente social (leggere un libro, cucinare, ascoltare musica) e non è quindi necessaria l'interazione dell'utente su un social network. Leggere un libro è un'attività social di per sé che ora troverà posto nel nuovo Facebook. All'utente resterà la possibilità di aggiungere il 'Mi Piace', ma non sarà più assolutamente necessario perché l'informazione 'libro' arrivi agli amici. Anche concettualmente il passo è rilevante: il nuovo open graph offre alle apps la possibilità di personalizzare il verbo della tipica frase Facebook:

Pasquale likes something

diventerà

Pasquale (verb) something

È il semantic web. Le app creano le frasi del social network e creano nuovi significati per gli utenti. Sarà quindi possibile leggere

Pasquale sta guardando Il cigno nero.

invece di

A Pasquale piace Il cigno nero.

Quello che Mark sta dicendo ai marketer è che Facebook riesce ad intercettare un livello di engagement più sottile, ovvero le azioni delle persone. Facebook non sarà soltanto in grado di dirci cosa piace alle persone ma cosa fanno le persone. La rivoluzione mi sembra notevole. E Google+ che fine farà?